Associazione Culturale «Circolo Dialettale Silvanese "Ir Bagiu"»

L’Associazione

Nel 1997, il professor Sergio Basso pubblica il libro “ ‘Na vota u j éra in bagiu…” (Una volta c’era un rospo…), una raccolta di poesie in dialetto di Silvano d’Orba, con l’obiettivo di contribuire alla salvaguardia della sua parlata popolare [1] .

Verso la fine del 1999, Sergio, coadiuvato da un gruppo di amici di “media e veneranda età”, fonda il Circolo Dialettale Silvanese “Ir Bagiu” (il rospo) al fine di recuperare e valorizzare il dialetto e le tradizioni di Silvano d’Orba.

Il 2 marzo 2001 tale Circolo si costituisce in Associazione Culturale, redigendo il proprio Statuto. Dall’anno 2000, il Circolo pubblica annualmente “L’Armanàculu d’Sirvòu”, un calendario in dialetto silvanese, nelle cui pagine si possono trovare “vège cartulëine, pruvèrbi, tradiscióugni, pui∫ëje, firastróche e òtru” (vecchie cartoline, proverbi, tradizioni, poesie, filastrocche e altro), oltre ad artistiche illustrazioni. Alla sua realizzazione collaborano diversi silvanesi e, a buon diritto, “L’Armanàculu d’Sirvòu” viene oramai considerato un “tócu rèru da luò”, ovvero un autentico pezzo da collezione.

La produzione culturale del Circolo tuttavia non si esaurisce qui. Sino ad oggi, infatti, sono stati pubblicati i seguenti libri:

  • [2002] “’Na vota u j éra in ómu…” (Una volta c’era un uomo…), il secondo libro di poesie in vernacolo di Sergio Basso;
  • [2002] La valle dei Cochi (tra storia e leggenda) di Pierfranco Romero;
  • [2007] Dove l’Orba si beve il Piota (Viaggio storico tra le chiese ed i castelli di Silvano d’Orba), un’opera che si può considerare uno dei capolavori dello stesso Sergio; un libro, quest’ultimo, che risulta essere un vero e proprio atto d’amore dell’autore al Suo, al nostro paese. Il volume, infatti, è frutto di una larga e appassionata ricerca condotta sulle fonti documentarie e bibliografiche riguardanti il paese di Silvano d’Orba. Il lavoro di Sergio Basso, di cui l’autore ha potuto solo vedere il menabò, è unico in quanto tratta, per la prima volta in modo organico, la storia del paese, muovendo dai tempi medioevali fino ai giorni nostri, restituendo così la memoria storica ai silvanesi.
  • [2008] “Sirvòu dir Magnòu”, il primo libro di poesie dialettali di Elio Robbiano;
  • [2008] “Silvano d’Orba… con i colori della memoria” di Pierfranco Romero;
  • [2009] il primo libro fotografico su Silvano d’Orba;
  • [2010] “…Sempre viva… la mia Rondinaria” di Pierfranco Romero;
  • [2013] “Dizionario e Grammatica di Dialetto Silvanese” di Sergio Basso, a cura del Circolo “Ir Bagiu”: un’opera unica nel suo genere, poiché, oltre ad essere composta da un elevato numero di facciate (672), è costituita da due parti fondamentali: il dizionario vero e proprio (Silvanese-Italiano e Italiano-Silvanese) e la grammatica del dialetto Silvanese;
  • [2014] il secondo libro fotografico su Silvano d’Orba: “Immagini e ricordi della Silvano ‘d’ina vóta’ ”.

Sul versante dei convegni, tavole rotonde, manifestazioni culturali in genere, il Circolo ha organizzato lo spettacolo di poesia dialettale, musica e teatro “Sulle note del Dialetto” [2001], la 1° e 2° Rassegna artistica “Il rospo pittore” [anni 2004 e 2005] e la 3° Rassegna artistica “Il rospo pittore e prima Mostra fotografica” [2006].

Inoltre, da alcuni anni, il Circolo è impegnato attivamente, sia nell’organizzazione e promozione, sia nella partecipazione a convegni di storia locale, aventi luogo nell’Ovadese e nel Novese, anche attraverso la fattiva collaborazione non solo con gli Enti e Associazioni silvanesi, ma anche con le realtà dei Comuni limitrofi. Si ricordano, a tal fine, le tre serate culturali che hanno avuto luogo in Silvano d’Orba, nella primavera del 2008, e concernenti:

  • la storia dei Marchesi del Monferrato (relatore prof. Romeo Pavoni, Università degli Studi di Genova);
  • l’immagine di Santa Caterina Fieschi Adorno da Genova (relatore Mons. Alberto Boldorini, Università Cattolica di Milano);
  • l’aspetto ancora largamente diffuso nei nostri paesi delle cosiddette segnature (relatore Dr. Marco Gaglione, CCRT di Tagliolo Monferrato).

Inoltre, dal giugno 2008 sino ad oggi, il Circolo ha partecipato e organizzato convegni inerenti la mitica città di Rondinaria, di cui si ricorda la relativa pubblicazione di Pierfranco Romero.

Negli anni 2012-2015, infine, la volontà di ristampare antiche cartoline di Silvano d’Orba, nonché stampe – in tiratura limitata e di pregio – di alcuni scorci della Silvano d’“ina vóta”.

E per il prossimo futuro, ancora tantissimi progetti e novità!

Continuate a seguire l’attività del Circolo “Ir Bagiu”!

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NOTE

[1] «L’idea di scrivere questo libro», afferma l’autore nella sua prefazione, «è nata da una semplice considerazione sul destino imminente che sta coinvolgendo non solo il dialetto silvanese. Sotto i colpi micidiali della lingua italiana, la parlata popolare è oramai in via di estinzione e, a meno di un miracolo, sparirà nel volgere di qualche generazione. Oggi, infatti, fra tutti i ragazzi che vivono nei nostri paesi, molti capiscono il dialetto, ma pochi sono capaci di parlarlo; i bambini, invece, non lo capiscono e non lo parlano, per cui non saranno in grado di insegnarlo ai loro figli. Così il dialetto – da molti denigrato in quanto il parlato è ritenuto nella nostra società evoluta cosa rozza e improduttiva – è condannato a scomparire come il “bagiu”, cioè il rospo del titolo del libro. Questo simpatico anfibio è un animale utile all’agricoltura, perché si ciba di insetti nocivi: essendo, però, brutto, bitorzoluto, un po’ viscido e solitario, è sempre stato disprezzato, deriso, maltrattato.
Oggi è abbastanza raro vedere un rospo in giro, mentre una volta ce n’erano dappertutto, nei fossi, negli orti, negli stagni, lungo i nostri fiumi, per cui il paragone con la situazione del dialetto mi sembra rispondente… Inoltre esiste una vecchia filastrocca popolare silvanese, che racconta le disavventure di un rospo, davvero sfortunato, di cui comunque non si conosce la fine, sempre che ne abbia mai avuta una.»